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alano

A un metro di distanza l’uno dall’altro, Max aveva passato quasi un’ora in coda davanti al negozio di cani.
Un’ora in più per pensare a quello che era successo e ancora non si dava ragione.

Come aveva potuto lasciarlo? Dopo 6 mesi passati in perfetta armonia, tutto era andato bene, video chiamate meravigliose, sesso virtuale a distanza perfetto, serate a condividere musica e film consumando banda larga come se piovesse. Eppure Luisa lo aveva lasciato. Così, dall’oggi al domani, con un semplice messaggio sulla chat, con le solite frasi di circostanza “Max caro, ti voglio bene e te ne vorrò per sempre, ma sento il bisogno di fare nuove esperienze, di scoprire nuovi nickname, di allargare la mia visione…”. Quante cazzate. Non se ne dava una ragione, era confuso,
depresso e incavolato. E più aspettava in fila più si rendeva conto che quella di prendere un cane poteva essere una buona soluzione per alleviare il senso di frustrazione che da giorni lo affliggeva.

Finalmente era arrivato il suo turno. Da più di un’ora Max aveva la mascherina in faccia e non la sopportava più. Tirava sulle guance e poi gli lasciava per ore il segno degli elastici sul viso. Inguardabile, soprattutto nelle video chiamate, magari era quello che aveva dato fastidio a Luisa… Dietro al bancone del negozio una donna sui 60 anni, con un’aria saccente e distaccata, sembrava la classica donna abituata a camminare a piedi nudi sulle forchette.

– Buongiorno, come posso esserle utile?
– Buongiorno, vorrei acquistare un cane.
– Davvero? Pensavo volesse acquistare una scatola di penne lisce… del resto siamo in un negozio di cani.
– (Ma che bello, mi è capitata la cassiera piena di sense of humor) Sì, vorrei acquistare un cane, grazie.
– Di che taglia?
– Il più grande che ha.
– Mi scusi, in che senso?
– Vorrei il cane più grande che ha in negozio, ecco.
– Ma guardi che non ce n’è bisogno, da due anni a questa parte le regole mica sono cambiate, sa? Con un cane lei può stare fuori un’ora in più, sempre munito di mascherina ovviamente… può stare fuori un’ora in più indipendentemente dalla taglia del cane.
– Sì sì, le conosco bene le regole… ma vorrei il cane più grande che ha.
– Mi scusi, ma lei possiede una casa molto grande? Guardi che il cane poi mi soffre.
– Senta, vivo in un appartamento normale…
– Eh ma un cane grande in un appartamento normale poi mi soffre.
– (Ma quanto rompe questa!) Le assicuro che avrò grande cura del mio cane grande, lo prendo apposta!
– Ok, se lo dice lei… il più grande che abbiamo è un alano di un metro e mezzo di altezza e quasi tre di lunghezza, una meraviglia.
– Perfetto, lo prendo. E vorrei scrivergli sopra una frase, grazie.
– Ahhh, ma lei vuole un cane-media, me lo poteva dire subito scusi. Guardi però che un alano cane-media le costa molto, ogni giorno che esce sono 130€ che dovrà pagare ogni fine mese direttamente con il suo RID online. Sicuro di poterselo permettere?
– Sì certo, me lo posso permettere altrimenti non l’avrei chiesto.
– No sa, ha un appartamento normale lei e ho pensato… vabbè, e cosa vuole pelografare sul cane? Un logo, un sito internet?
– Una frase.
– Sì ok… ma con un logo immagino, quello della sua attività magari… lo vuole a più colori o…
– No. Solo una frase. Scritta in nero. Che prenda tutto il lato del cane. Grazie.
– Ok ok… un lato solo o due lati? Due lati costa di più.
– Due lati.
– Due lati… va bene. Senza logo, senza sito… se lo dice lei… E quale frase vuole pelografare?
– Quella che vede scritta in questo biglietto.
– Ma… è sicuro, questa frase qua…? Davvero?
– Davvero, grazie.
– Ok… allora il suo nuovo alano sarà pronto tra circa 30 min. Può aspettare in sala d’attesa, grazie.
– Grazie. (Che palle questa, oh!)

Finalmente, dopo 30 minuti circa, ecco il nuovo alano di Max. Stupendo, era davvero enorme, altro che cane, sembrava un orso, un grizzly! Adesso tutti dai balconi e dalle finestre avrebbero potuto ammirare il suo grande cane. Tutti avrebbero potuto leggere la sua frase.

Erano giorni e giorni che Max non si sentiva così soddisfatto. Col petto gonfio e la testa alta, girava per il suo quartiere con al guinzaglio il suo grande cane e la scritta era ben visibile a tutti:

“Luisa sei una stronza!”