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l'appuntamento

Quando il 31 dicembre dell’anno 2019 a. C. le autorità sanitarie cinesi segnalarono i primi casi di polmonite ad eziologia non nota nella città di Wuhan, provincia dell’Hubei, nessuno poteva immaginare che quello sarebbe stato solo l’inizio. L’inizio di una guerra globale a un nemico invisibile – un microscopico aggregato di mteriale biologico, un fottutissimo parassita delle dimensioni di qualche nanometro – che avrebbe cambiato in modo irreversibile la vita di miliardi di persone in tutto il mondo. Perché adesso c’era un Prima e un Dopo. La vita Avanti Covid-19, e la
vita Dopo Covid-19.
Giulia ci pensa spesso a com’era il mondo pre-contagio, alla vita prima del virus. Le lezioni all’università, i tram e la metro perennemente affollati, il traffico impazzito all’ora di punta, la spesa all’Esselunga il sabato mattina, i soliti chiassosi assembramenti lungo i Navigli (anche se all’epoca non avrebbe mai pensato di usare quella parola, “assembramenti”: il virus ha finito per contagiare anche il linguaggio), e poi i concerti, le feste, gli abbracci, i baci, il sesso, quell’insieme di gesti e cose banalissime che davano forma alla quotidianità.
E quei pensieri non le facevano bene: la facevano sentire come disancorata dal suo stesso passato, disorientata, senza appigli. A poco erano serviti gli anni di psicoterapia via chatbot e i vari programmi di riadattamento offerti dal sistema sanitario nazionale: l’ansia da stress post- pandemico era sempre in agguato, pronta a esplodere in qualunque momento.
E quasi sempre, era quello meno opportuno: al primo appuntamento.
“Oddio, e adesso quale mi metto?”
Giulia se ne stava immobile davanti allo specchio, indecisa su quale mascherina indossare. Da quando erano diventate un accessorio “must-have” – nel senso che ogni cittadino era obbligato a indossarne una – ne acquistava compulsivamente una decina a stagione, di ogni tessuto, foggia, colore.
“E se mettessi una Saint Laurent, effetto vedo-non-vedo? Ecco, sì… Perfetta!”
Giulia lancia un’ultima occhiata allo specchio e sorride fiduciosa, pronta per andare incontro al suo nuovo potenziale principe azzurro: Luca, 32 anni, fondatore di una start-up nel campo delle serrature contactless (“Ah, però! Allora sarai miliardario!” scherzò Giulia quando lui le raccontò del suo lavoro. In seguito all’avvento del virus, le maniglie erano state completamente bandite, così come i pulsanti dei citofoni).
Si erano conosciuti su Feveer. Il rituale del corteggiamento era sempre lo stesso – il solito scambio di battute più o meno spiritose e ammiccanti, le domande di rito, le foto -, se non fosse che adesso, oltre ai risultati del test hiv, era necessario fornire anche quelli dell’ultimo tampone influenzale. Per la scelta del locale, invece, si erano affidati a Proximity, una nuova app che consentiva di monitorare in tempo reale l’indice di affollamento di ogni luogo pubblico e di individuare quello con il maggior grado di distanziamento sociale.
E così, dopo una corsa in una metro semideserta, eccola nervosamente in attesa al tavolo del Biko. Quello che un tempo avrebbe definito un locale “sfigato”, adesso veniva considerato un luogo “sicuro”: solo due avventori, basso rischio di assembramento, una vecchia hit degli Style Council in sottofondo, e un forte odore di disinfettante nell’aria. Un odore che ormai la perseguitava ovunque, talmente penetrante da sentirselo addosso sempre.
“E questo, quando arriva? È in ritardo di venti minuti… Vuoi vedere che…”
Blip. Lo schermo del cellullare si illumina. Una notifica di WhatsApp.
Giulia afferra il telefono di scatto, fa un sospiro profondo e legge il messaggio di Luca:
“Perdonami Giulia, devo darti buca… (faccina triste) Stavo entrando a Cadorna ma i sensori di temperatura a infrarossi hanno cominciato a suonare (emoji sirena). Probabilmente ho qualche linea di febbre (emoji termometro), effettivamente oggi non ero proprio al top. I carabinieri mi stanno scortando a casa, mi tocca un altro mese di quarantena (emoji quarantena). Che palle!”.
Giulia sospira.
L’ennesimo principe azzurro che le tira il pacco.